Che differenza c’è tra “coaching” e “cheering”?

Quali sono le differenze tra coaching e cheering?

L’articolo di oggi non è riservato solo agli Owner ed i Trainer, ma può essere utile in generale a tutti i CrossFitter e gli appassionati del nostro mondo.
​Vediamolo insieme.

Partiamo dalla definizioni:

il coaching è l’arte di insegnare e correggere un movimento. L’obiettivo è portare la persona ad imparare la biomeccanica e l’esecuzione corretta, così da poter aggiungere poi la parte di consistenza (ovvero l’aumento della frequenza delle ripetizioni o un peso maggiore) ed aggiungere in ultima battuta anche intensità (ovvero la velocità di esecuzione e la variabile tempo).

Il cheering invece significa tecnicamente “fare il tifo” per qualcuno, hai presente le “cheerleader”? Ecco è per quello che si chiamano così, stanno a bordo campo a fare il tifo.

Allo stesso modo fare cheering nel nostro mondo equivale al momento in cui sproniamo l’atleta a fare ancora quella rep in più quando sta mollando, aiutarlo a credere in se stesso e mantenere il focus quando il gioco si fa più duro e la fatica annebbia i pensieri.

Il cheering è bello, soprattutto per chi è all’inizio, quando una volta finito l’On Ramp si entra in una classe “vera” è bello ricevere il supporto dei più esperti.

Ricordo bene le sensazioni che io stesso provavo ed è bello perché ti fa avvertire distintamente il senso di community che si crea all’interno di un box.

L’energia che si riceve dai compagni di wod è impagabile e per molti è la benzina che li spinge ad andare avanti e tornare al box giorno dopo giorno a sudare e faticare.

Ricevere supporto ti fa sentire importante, ti da quella spinta necessaria a superare la fatica e vedere che ce l’hai fatta e che anche i tuoi compagni hanno portato a termine la missione è gratificante.

Adesso sono un coach e so bene “quanto” sia importante questo elemento per accogliere bene e far sentire a proprio agio coloro che sono agli inizi.

Chi adesso può considerarsi un esperto non deve dimenticare che siamo stati tutti dei novellini (scommetto che anche tu quando hai iniziato non riuscivi neanche a stare appeso alla sbarra ed un bilanciere da 30 chili ti pesava sulle spalle come un sacco di cemento).

Il problema è che scivolare dal semplice incitare i compagni ad iniziare a correggere i movimenti è davvero facile.

Anzi a volte ti sembra quasi un obbligo mentre invece, per quanto sono sicuro della tua buona fede, se non sei un tecnico stai commettendo un errore grossolano.

La regola è che quello che ha funzionato per te, non è detto che funzionerà per forza anche su tutti gli altri.

​Qui viene fuori l’importanza del ruolo e della responsabilità di un coach, perché mentre la tua esperienza è limitata a quello che tu hai provato su te stesso, un coach esperto ha centinaia di ore di insegnamento e studio alle spalle (almeno dovrebbe), ha seguito decine di corsi ed ha una preparazione tecnica che per forze di cose tu non puoi avere.

Questo e solo questo gli permette di avere la competenza per correggere un determinato movimento, quindi ben venga il CHEERING, a patto che non sia una scusa per fare del COACHING indesiderato (e dannoso).

Già so che molti atleti storceranno il naso, perché chi si allena da anni ad alto livello, si ritiene abbastanza “esperto”, ma la verità è che anche se sei bravo, i tuoi consigli tecnici non funzionano, perché non sei un coach.

Ti manca la formazione e l’occhio per capire cosa quella persona sta facendo davvero e quindi come è meglio intervenire per correggerlo e questo tipo di competenza si acquista solo con anni di esperienza da coach.

La cosa più semplice che accade è che mentre tu pensi di dare un suggerimento alla persona, spesso la confondi e non migliora e se pensi che qualche tuo consiglio possa aver funzionato, ricordati che molto probabilmente è stato solo un caso.

Stesso discorso vale per tutti quelli che hanno preso il Level 1 e si sentono ormai arrivati.

Ho una brutta notizia per voi ragazzi: anche con il Level 1 il vostro ruolo all’interno del Box non può ancora andare oltre il cheering.

Il coaching è un’ attività ben più complessa,​ e se per caso stai valutando se investire in formazione per diventare un vero coach, sappi che è una professione a tutti gli effetti.

Fare il coach è un mestiere vero e proprio che richiede tanto studio ed altrettanta pratica.

È necessaria una preparazione profonda che va ben oltre alle nozioni che hai appreso nei corsi base, perché lo ripeto: ottenere il Level 1 non fa di te il coach della class.

Il mio consiglio è quello di fare il percorso inverso.

Invece di preoccuparti di come si muovono gli altri e cercare di fare vedere a tutti quanto sei competente, quando partecipi ad una class approfitta dell’occasione di farti correggere e farti guardare da un Coach esperto per migliorarti davvero.

Non perdere tempo a fare il fenomeno con chi ti sta intorno, è inutile per te, è dannoso per loro ed è anche una grossa mancanza di rispetto nei confronti ​del Coach della class.

Magari il coach ha appena fatto una correzione, la persona sta provando il movimento ed arrivi tu a dare il consiglio non richiesto dell’ultimo minuto, ti assicuro che non è simpatico e non serve a nulla.

Quello che invece puoi fare se hai un po’ di esperienza è ciò che abbiamo visto prima, ovvero il cheering.

Il cheering è fondamentale perché è quello che crea la community, la crew, e la manifestazione della magia del CrossFit e le amicizie che si creano in queste circostanze di condivisione, spesso vanno ben oltre la lezione nel box.

Tanti di noi hanno trovato nei Box non solo semplici compagni di allenamento, ma anche compagni di vita e nuovi amici per la pelle ed è una delle cose che più amo di questa disciplina.

Finché sei “solo” un atleta goditi il privilegio di poterti allenare senza pensare a null’altro, senza responsabilità e se proprio ti avanza il fiato di parlare tra un esercizio e l’altro, usa quell’energia per sostenere chi ne ha bisogno.

Incita i tuoi compagni e loro lo faranno per te quando ne avrai bisogno, è un lavoro di squadra che rende il successo di ognuno ancora più importante e soddisfacente.

Quanto al coaching, lasciamolo a chi se ne deve occupare davvero e rispettiamo sempre i ruoli.

Alla prossima!

Roberto Manzi

Roberto Manzi

* Co-Owner di Gym Partner e Business Partner
* Co-Owner di GS/Loft Milano Marittima
* Co-Owner di CrossFit Cervia
laureato in economia, Imprenditore e Consulente con 20 anni di esperienza in aziende multinazionali.

Nel 2012 ha aperto uno dei primi Box CrossFit in Italia, venduto poi nel 2018, realizzando la prima operazione di vendita con profitto di un box funzionale.

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